Link building: traffico e posizionamento

link_building“Link building” tradotto letteralmente dall’inglese vuol dire “costruzione di link” e si tratta proprio di questo: dell’organizzazione di una rete di link esterni che puntano al vostro sito.

Potremmo considerare i link come una sorta di indicatori stradali all’interno del web che ci aiutano a trovare il sito che cerchiamo, proprio come fanno i cartelli stradali per farci trovare la strada giusta da percorrere per arrivare alla meta. Se questi indicatori sono numerosi e soprattutto disseminati nei posti giusti, sarà più facile che gli utenti arrivino al nostro sito.

Una strategia di link building può avvalersi di tecniche diverse per portare traffico al sito web e fargli guadagnare un posizionamento vincente rispetto alla concorrenza: l’importante è fare sempre attenzione alla qualità di questi link oltre che alla quantità.

Vediamo insieme il significato dei termini più diffusi:

·         Link popularity

E’ l’indice della nostra popolarità nel web: rappresenta la quantità di utenti e visitatori che riusciamo a indirizzare verso il nostro sito attraverso dei link.

Come fare per divulgare e far circolare il più possibile links al nostro sito? Blog, social network e forum sono ai primi posti. Si comincia producendo contenuti interessanti, utili e soprattutto originali (evitiamo il “copia e incolla” che in ogni caso viene penalizzato dai motori di ricerca), e poi si prosegue promuovendo l’articolo (o il video, il post o l’immagine a seconda dei casi) al cui interno sarà presente sempre un link al sito web. Siate sempre attenti alla qualità di ciò che scrivete e/o promuovete e anche alla coerenza dei temi trattati con le aree dove andrete a promuoverli.

 

·         Page rank

E sostanzialmente un voto (da 0 a 10) che viene dato da Google al nostro sito web (più precisamente ad ogni pagina indicizzata) in base a complessi calcoli basati su algoritmi. Questo voto viene elaborato attraverso l’esame dei link in entrata e cresce con l'aumentare del numero di link che puntano alla pagina. A differenza della link popularity (che tiene conto solo della quantità) qui entra in gioco la qualità dei link stessi, prendendo in esame il Page Rank delle pagine da cui proviene il link (che a loro volta devono essere pagine originali e di valore). Quindi potremmo dire che il Page Rank misura l’autorevolezza del nostro sito, e che insieme ad altri fattori determina la posizione della pagina nei risultati di ricerca.

 

·         Web Directory

Rappresentano le biblioteche del web, sono dei portali organizzati per categorie all’interno dei quali orientarsi per trovare quello che cerchiamo. Una directory raggruppa migliaia di siti suddividendoli in aree tematiche ordinate in modo da facilitarne l’uso e la ricerca da parte degli utenti. Può essere preferibile consultare una directory piuttosto che un motore di ricerca quando non si ha la precisa conoscenza di quello che si sta cercando ma si vuole avere una sorta di guida all’interno di una categoria. Far parte di una web directory aiuta a farci individuare dai motori di ricerca e farci salire di Page rank.

 

·         Article Marketing

Fare ‘article marketing’ significa diffondere contenuti on line con un duplice obiettivo:

–      Aumentare il numero di visitatori del nostro sito: attraverso il traffico generato, da una parte miglioriamo il posizionamento sui motori di ricerca e dall’altro incrementiamo la link popularity

–      Migliorare la reputazione on line della nostra azienda offrendo informazioni utili anche su canali diversi da quelli istituzionali come riviste on line, blog, forum di settore

I contenuti sono rappresentati da articoli redazionali attraverso i quali vengono promossi il proprio marchio e i propri prodotti, all’interno dei quali saranno presenti naturalmente uno o più link al nostro sito.

·         Scambio link

Lo dice la parola stessa: è lo scambio di link tra due siti diversi, meglio se con tema compatibile, dove il sito A linka il sito B, e viceversa.

Bisogna fare molta attenzione perché Google Penguin (l’algoritmo che Google usa per valutare il posizionamento dei siti web) penalizza i link manipolati al solo fine di salire di Page Rank, e ancor più perché potreste incappare in alcune fregature. In particolare va valutato con attenzione se:

–      il sito che vi linka ha un page rank elevato? Cioè è una pagina gradita a Google quindi il fatto che vi linka è apprezzabile? Controllate regolarmente.

–      è un sito con numerosi link in uscita? Il page rank diminuirà di conseguenza.

–      che tipo di traffico arriva al vostro sito? Controllate regolarmente anche questo, perché spesso accade che le pagine contenenti scambio link siano in genere poco visitate.

 

·         Acquisto link

L’acquisto di link dietro un compenso economico, con l’intento di generare traffico, è una pratica usata per molto tempo da molte persone, anche con un discreto successo devo dire. Con l’avvento di Google Penguin bisogna fare però molta attenzione perché ora il motore di ricerca è perfettamente in grado di accorgersi quando un sito acquista link a pagamento. In Italia possiamo stare tranquilli ancora per un pochino ma non riteniamo utile al giorno d’oggi inserire una pratica di acquisto link all’interno di una strategia di link building perché significherebbe comunque correre il rischio di ricevere un avviso di penalizzazione da un momento all’altro. 

 

La link building è una delle attività più importanti all’interno della gestione di un sito e va seguita e monitorata con costanza: la consulenza SEO va però affiancata da competenze di digital pr, copywriting e marketing classico se vogliamo che il traffico ottenuto sia di qualità e che il sito salga nei risultati dei motori di ricerca. Inoltre avere un buon numero di link in entrata di alta qualità aumenta la credibilità da parte degli utenti e fa risparmiare su alcuni costi inutili di pubblicità.

Se vuoi approfondire l'argomento o per una consulenza 

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Giorgia Calcagni
Laurea in comunicazione d’impresa con 15 anni di esperienza nella comunicazione above e below the line. Ha lavorato tra gli altri per Sipra, Richard Ginori e Regione Marche
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