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La App Prodoc: dall’idea allo store

Tradurre in progetto le idee del cliente, realizzare concretamente gli obiettivi prefissati, in altre parole rendere operativo il piano strategico di marketing declinando la comunicazione in tutti gli ambiti per arrivare a comunicare ed interagire con il giusto target. E' quello che facciamo in Wiff per i nostri clienti, e la realizzazione della App Prodoc è uno degli esempi che ci fa piacere raccontare.

La App Prodoc è la prima in Italia nell'ambito dell'emergenza: una App studiata e realizzata per affrontare e gestire al meglio le emergenze che possono verificarsi all'interno di archivi e biblioteche come ad esempio incendi, allagamenti, crolli.

Ma partiamo dall'inizio: sin dal primo incontro tra Wiff e la cliente Prodoc nasce un rapporto di reciproca stima e fiducia. Da un'iniziale audit emergono le ambizioni del cliente, le idee e i sogni da realizzare, il servizio che vuole offrire. Da qui parte il lavoro del nostro team: da un'attenta analisi del mercato di riferimento e della concorrenza, e visto il contesto di utilizzo emergenziale, si stabilisce che l'obiettivo principale è quello di veicolare chiarezza, intuitività, facilità di utilizzo. Partendo da questi presupposti abbiamo sviluppato una grafica sobria, chiara, pulita: i contenuti sono stati forniti dal cliente che è stato aiutato a trovare i punti chiave in modo da strutturarli in modo efficace.

La App Prodoc è divisa in due sezioni: Prevenzione ed Emergenza. La prima è dedicata alle linee guida da tenere in considerazione prima che i disastri abbiano luogo: organizzazione dei materiali e delle esercitazioni, cosa fare durante uno stato di allerta per garantire la sicurezza di personale e collezioni. La sezione Emergenza invece contiene un vademecum vero e proprio utile per limitare i danni e garantire un tempestivo ripristino delle strutture e dei patrimoni in esse contenuti. La App Prodoc permette di chiamare direttamente i numeri di emergenza (Vigili del Fuoco, Soccorso Sanitario e numero verde Prodoc) e contiene l'elenco di tutte le informazioni necessarie da fornire ai soccorritori.

Il passo successivo è stato quello di curare passo dopo passo la pubblicazione sugli store, sia Apple che Google, dopo di che è stato avviato il test. Infatti prima del lancio ufficiale è stata rilasciata in anteprima e valutata da esperti di settore in modo da avere feedback e riscontri da parte degli addetti ai lavori. L'interfaccia e la fruibilità sono state pensate e progettate per smartphone e dispositivi mobili anche in relazione al contesto di utilizzo: le App mobile infatti sono particolarmente utili perché sempre a portata di mano e consultabili offline anche lì dove si verifica una mancanza di copertura di rete.

In vista di presentazioni e convegni abbiamo realizzato, sempre di concerto con la cliente Prodoc, un gadget utile e semplice: uno smart cleaner cioè una pezzetta adesiva da tenere sul retro del telefono o del tablet che all'occorrenza può essere utilizzata per pulire lo schermo da ombre e polvere.

 

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La App è stata presentata in anteprima ufficiale al Palazzo delle Stelline a Milano lo scorso 13 Marzo in occasione del seminario "Cultural Heritage: l'emergenza continua". E la stiamo promuovendo in questi giorni durante il Salone del Restauro (26-29 Marzo) presso la Fiera di Ferrara: all'interno dell'area espositiva dedicata a SOS Archivi abbiamo infatti organizzato ogni giorno, grazie anche all'aiuto di volontari, un'esercitazione per simulare il salvataggio di un archivio colpito da alluvione. Tutte le attività sono inoltre comunicate e diffuse ampiamente attraverso l'uso sapiente dei social network. Ci fa piacere ricordare anche il fatto che tutto questo viene considerato un costante work in progress: difatti ci occupiamo di monitorare regolarmente i feedback e i risultati in modo da programmare i necessari up grade.

Siamo convinti che il nostro lavoro debba condurre il cliente a sviluppare la sua idea nel modo migliore e piu efficace possibile, fornendo costantemente gli stimoli giusti per fare scelte corrette e coerenti, in modo da raggiungere gli obiettivi di business.

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Mobile marketing: 6 punti per una strategia efficace

Mobile marketing: perché e soprattutto come? E’ presto detto: perché i dispositivi mobili (cellulari, smartphone, tablet) sono lo strumento con il più alto grado di penetrazione tra la popolazione, inoltre sono il medium più personale che c’è, considerando il fatto che il 90% degli utenti non se ne separa mai e che dal 70% degli utenti è considerato indispensabile per la propria esistenza. Il 97% degli italiani ne possiede uno, per un totale di quasi 50 milioni di dispositivi, e il trend è in continua crescita in tutto il mondo: secondo i dati di Mediacells raccolti per il Guardian durante l’anno 2014 saranno venduti 1,03 miliardi di nuovi smartphone nei 47 Paesi presi in considerazione. 

Teniamo presente che è anche il medium più completo ed onnicomprensivo: in un unico strumento sono infatti compresi ed interagiscono tra loro telefono, navigazione web, email, social media, agenda, mappe stradali, musica, TV, radio, quotidiani, messaggeria, giochi. Risulta quindi abbastanza ovvio che un’efficace strategia di marketing e comunicazione non possa prescindere da questi dati, anzi debba basarsi su di essi per definire le linee di azione. Passiamo quindi al come, o meglio, vediamo come sfruttare appieno le caratteristiche dei dispositivi mobili per ottenere e aumentare i contatti e di conseguenza sviluppare business.

La regola dice che per fare lead generation basta creare un buon contenuto, originale, interessante e utile; questo va poi legato ad un form da compilare con i propri dati per poterne usufruire o scaricarlo; allo stesso tempo va fatta la promozione attraverso blog, piattaforme social media, email marketing e tutto ciò che si pensa possa essere utile a veicolare il messaggio. Le persone compilando il modulo con i propri dati ottengono il contenuto o accedono all’offerta collegata e automaticamente diventano un nuovo contatto e di conseguenza un potenziale cliente. Ma visto che la stragrande maggioranza degli utenti naviga e accede al web dal proprio smartphone o tablet ecco quali sono i 6 punti cui fare attenzione per essere efficaci in modo da ottenere contatti profilati e realmente interessati.

1)    Progressive profile form

Compilare i campi di un modulo può essere molto frustrante specialmente se fatto da un dispositivo mobile sia a causa dello spazio limitato ma anche delle eccessive informazioni richieste all’utente, correndo il rischio di perdere il potenziale contatto. Vi consigliamo invece di chiedere le informazioni un poco per volta, in modo progressivo, ed ogni volta legarle ad nuovo contenuto da scaricare o ad un approfondimento: in questo modo non si rischia di spaventare e di rubare troppo tempo a nessuno, mantenendo il navigatore attratto e curioso.

2)    Call to action semplice

Creare una call to action pensando che verrà visualizzata su dispositivi diversi e soprattutto mobili: design senza eccessi, testo chiaro e leggibile corredato da un’immagine. Il testo deve assolutamente essere breve, incisivo e orientato all’azione: il click deve essere ben visibile e non troppo piccolo in modo da facilitarne l’uso su uno schermo a volte anche molto piccolo.

3)    Fidelizzare il cliente

Offrire vantaggi diretti, sconti e promozioni fruibili e riscattabili direttamente usando uno smartphone è un altro dei modi per attrarre e fidelizzare un contatto. Un esempio è offerto da quelle aziende che in seguito ad un like sulla pagina Facebook aziendale offrono condizioni vantaggiose, sconti o gadget in regalo.  

4)    Contenuti ottimizzati 

Solitamente quando si accede al web da uno smartphone il tempo a disposizione è limitato e lo spazio su cui leggere non è molto: fate in modo che l’attenzione di chi legge sia catturata fin dall’inizio, che il contenuto sia chiaro e soprattutto facile da leggere e conciso. Corredate il testo da grassetti, titoli e paragrafi con i pulsanti di condivisione chiari e ben visibili. Un’altra cosa importante è testare diversi tipi di contenuto per vedere cosa funziona in modo ottimale sul cellulare e cosa preferiscono gli utenti: in questo modo sarà possibile profilare sempre meglio i contatti e creare contenuti ad hoc.

5)   Numero di telefono cliccabile

Pensate ad una persona che si collega al web tramite smartphone e sta cercando la vostra azienda con l’aiuto di google o tramite un’app: una tecnica per far in modo che all’utente sia facilitato il compito di contattarvi è rendere cliccabile il numero di telefono che appare sullo schermo di modo che non si debba copiare, salvare o memorizzare ma semplicemente fare click per chiamarvi. Ricordiamo sempre che minore è il numero di clic necessari per completare un'azione, più è probabile che qualcuno arrivi fino in fondo anziché abbandonare il sito.

6)   Campagna di testo via sms

La cosa più semplice da fare e fruibile da tutti i cellulari è una campagna tramite sms. E’ vero che i marketers sono più abituati ad usare canali come le email  o le applicazioni ma le campagne di testo via sms hanno ancora un grande spazio da sfruttare. Pensate all’immediatezza di un messaggio che arriva sul vostro telefono e vi avverte della possibilità di ricevere uno sconto o un gadget, oppure partecipare ad un evento o iscriversi ad un concorso. Con questo metodo si possono anche fidelizzare i clienti dopo che hanno acquistato o anche inviare loro informazioni d’interesse.

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Social media e orari: il mattino ha il post in bocca?

Social media, e-mail, blog: c’è un tempo per ogni cosa. Scrivere, condividere, twittare: in quali giorni della settimana e in quali orari è meglio farlo per ottenere il massimo rendimento in termini di engagement e per massimizzare il ROI?

Sappiamo tutti che il web lavora 24 ore al giorno, ma numerosi studi in merito (Fannit, Hubspot, Shareaholic) concordano sul fatto che ci sono fasce orarie in cui è più conveniente pubblicare aggiornamenti sui social media piuttosto che inviare un’email, condividere una foto o postare su un blog.

Ogni piattaforma sociale ha un suo target di riferimento specifico e necessita di azioni di comunicazione ad hoc: di seguito ho cercato di riassumere le informazioni a seconda della tipologia.

Email

Per quanto riguarda l’invio di email gli orari migliori sarebbero il mattino dalle 8 alle 9 e nel pomeriggio dalle 15 alle 16. Le email di tipo commerciale invece differiscono a seconda che si tratti di una newsletter, da spedire intorno alle 9 del mattino, oppure aspettare il pomeriggio per promuovere prodotti finanziari o viaggi.

Facebook

Facebook rimane il social media più utilizzato in assoluto con oltre il 40% degli utenti internet che utilizzano i social media. La gran parte degli aggiornamenti arrivano prima o intorno alle 8 del mattino, vale a dire prima di iniziare a lavorare o studiare, e anche dopo la pausa pranzo intorno alle 14. I giorni piu efficaci risultano essere quelli del giovedi e del venerdi, giorni nei quali le interazioni aumentano anche del 18%.

Twitter

Sul social network che comunica cinguettando 160 caratteri per volta, le ore migliori per essere presi in considerazione sono quelle che precedono e seguono l’ora del pranzo, dalle 13 alle 15 circa, e anche nel week-end. La sera invece è più dedicata ai commenti sui programmi tv, mentre per il re-tweet il picco è intorno alle 17.

Linkedin

I migliori momenti per postare sono sicuramente il mattino presto e prima delle 18, mentre i giorni in cui si registra maggior traffico sono il martedi e il giovedi

Pinterest

È il social media con in assoluto più seguito femminile e con la permanenza maggiore (16 minuti in media) da parte degli utenti. Sta diventando un punto di riferimento per i brand della moda e del lusso. Gli orari migliori sono quelli del dopo pranzo (14-16) e del dopo cena (20-23) insieme al sabato mattina.

Blog

per ciò che riguarda la pubblicazione su un blog sembra invece che il maggior traffico e le condivisioni più numerose si ottengano nei giorni feriali, dal mercoledi al venerdi, e negli orari mattutini tra le 8 e le 12.

Un'ultima cosa: gli studi citati sopra e dai quali abbiamo tratto le informazioni analizzano un pubblico vasto, eterogeneo e soprattutto non italiano: ci domandiamo quindi se i dati raccolti siano validi anche per il nostro Paese. E ancora: saranno validi per ogni tipo di brand o azienda? Forse la cosa migliore è partire da questi dati per cercare di analizzare nello specifico i dati del proprio settore: con l'aiuto dei numerosi Social Media Tools reperibili in rete infatti è possibile individuare i giorni e gli orari migliori per agire sulla base dei feedback ricevuti.

Tu cosa ne pensi? La tua esperienza ti ha portato ad altre conclusioni o concordi con i dati riportati sopra? 

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